“BEETHOVEN CI INSEGNA A NON SMETTERE MAI DI CREDERE NELLA BELLEZZA”

Alessandra Giorda(Alessandra Giorda) Per il terzo appuntamento di Rosso Beethoven (14-15 luglio),  Alessandro Palumbo graditissimo ritorno sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino per un nuovo viaggio nell’universo del grande compositore di Bonn. Nella suggestiva Corte d’Onore di Palazzo Reale, protagonista della serata sarà la forza rivoluzionaria di Beethoven con l’Ouverture Coriolano e la monumentale Sinfonia n. 3 “Eroica”, capolavori che hanno segnato una svolta nella storia della musica. In questa intervista Palumbo racconta il legame speciale con l’Orchestra del Regio, riflette sull’attualità del messaggio beethoveniano e spiega perché, ancora oggi, la musica del Maestro continui a parlare con sorprendente intensità al nostro tempo.

 

Maestro Palumbo, bentornato a Torino! Che emozione provi nel ritrovare l’Orchestra del Teatro Regio in una cornice così suggestiva come la Corte d’Onore di Palazzo Reale?

Grande gioia nel poter affrontare un repertorio così importante con un’orchestra con la quale ormai si è instaurato un rapporto speciale e che ormai va oltre il “semplice” fare musica insieme. E poi esibirsi in un luogo così suggestivo e storicamente importante, è anche un grande onore per me.

Alessandro Palumbo TV2 OperaIn questo concerto dirigi l’Ouverture Coriolano e la monumentale Eroica. Qual è il filo rosso che unisce queste due pagine beethoveniane?

Sono partiture le cui trame sono profondamente intrecciate, non fosse altro che per il fatto che appartengono allo stesso periodo di attività del compositore, il cosiddetto periodo “Eroico”. Sono entrambe partiture nelle quali viene fuori, forse ancor più che in altre, la personalità dirompente, geniale e creativa di Beethoven. Qui il compositore cerca di andare oltre quel linguaggio compositivo che all’inizio del diciannovesimo secolo, poteva dirsi ben consolidato. Per cui ritroviamo soluzioni formali innovative, modulazioni e cromatismi che avrebbero fatto innamorare i compositori a lui successivi e combinazioni orchestrali di grande impatto.

L’Eroica è spesso definita la sinfonia che ha cambiato la storia della musica. Qual è, l’aspetto più rivoluzionario di quest’opera che ancora oggi riesce a parlare al pubblico?

Proprio questi aspetti di innovazione musicale appena citati, uniti alla forza viva e bruciante di quell’ideale che lo mosse nella composizione di questa partitura. La musica di Beethoven abbatte davvero la barriera del tempo e dello spazio e riesce a parlarci ancora oggi, perché attraverso le note noi percepiamo l’uomo che era, con tutti i suoi punti di forza e le sue fragilità. Stiamo parlando di un giovane uomo di 30 anni che sognava un mondo politicamente e socialmente unito, privo di despotismo e autoritarismi. E lo gridava al mondo con una forza inaudita, usando le note come strumento di comunicazione in un modo mai conosciuto prima di lui. Verrebbe da rigirare la domanda, come possiamo non riconoscerci oggi? Impossibile, vero?!

Beethoven è stato un compositore che ha saputo trasformare le proprie difficoltà personali in una forza creativa straordinaria. Quanto questa capacità rappresenta ancora oggi una lezione per un interprete?

Ognuno di noi durante la propria vita deve affrontare delle difficoltà più o meno complesse. Quelle di Beethoven lo erano eccome, e talvolta gli poterono sembrare persino insormontabili. Ma qui stava la sua grandezza, la capacità di spingersi oltre, superare ogni limite, persino la sordità. E questa penso sia una lezione ed un esempio per chiunque, non solo per un interprete.

Se potessi rivolgere una sola domanda a Beethoven, quale gli faresti?

Una domanda sola… è una sfida crudele, Alessandra! Forse stasera gli chiederei cosa ne pensa della mia interpretazione della sua 3ª Sinfonia?!

Alessandro, Beethoven ci insegna che anche dal dolore può nascere la bellezza. In un’epoca come la nostra, attraversata da conflitti, incertezze e cambiamenti, quale messaggio può offrire oggi la sua musica?

Proprio quello di non smettere di credere mai nella bellezza, intesa come valore. Anzi cercarla costantemente e lottare per lei, se necessario. L’idea tematica da cui nasce il 4° movimento della Sinfonia, ha origine nel Finale delle musiche composte da Beethoven per il suo balletto “Le creature di Prometeo”. La trama di questo balletto parla proprio del tentativo di rendere migliore l’umanità, in questo caso allegoricamente rappresentate da due statue di creta, educandole ed insegnando loro le Arti.

Ogni direttore lascia un’impronta personale sulla partitura. Quale messaggio desideri trasmettere al pubblico attraverso la sua lettura dell’Eroica?

 Francamente non cerco mai di trasmettere un messaggio personale quando dirigo, piuttosto questa sera cercherò di fare da tramite per il messaggio stesso che Beethoven ha voluto tramandarci, e di cui abbiamo parlato prima. Ad ogni modo, la mia lettura di questa partitura vuole cercare trasmettere la profondità e la aulicità del messaggio, attraverso un impianto che mi piace definire monumentale. Penso che Beethoven intendesse la sua Arte e i suoi Ideali sempre con un grande spirito di serietà e di nobiltà, direi.

Dirigere all’aperto modifica il modo di vivere e interpretare un concerto rispetto a una sala teatrale?

Certamente, i tempi, le dinamiche, le articolazioni devono essere adattate sempre ad ogni spazio. E quando si fa musica all’aperto questo aspetto, questa ricerca, diventa ancora più importante.

 

Il progetto Rosso Beethoven accompagna il pubblico verso il bicentenario della scomparsa del compositore nel 2027. Perché Beethoven continua a essere così contemporaneo?

Come abbiamo detto prima, la forza umana e artistica che scaturisce dalle sue partiture, che sono poi il suo testamento, hanno superato la barriera del tempo giungendo intatte fino a noi. La ricchezza e la complessità della sua arte e la profondità del suo messaggio continuano a fornirci spunti di riflessione ancora oggi, che ci ritroviamo a vivere in un periodo storico per certi versi non tanto dissimile da quello del Maestro.

C’è una pagina di Beethoven che senti particolarmente vicina alla tua sensibilità, quella che dirigeresti anche senza pubblico, semplicemente per il bisogno di viverla?

Si dice spesso che Beethoven sia un compositore in cui la forza del ritmo sia talvolta superiore alla bellezza della linea melodica. Devo confessarti che la forza ritmica che scaturisce dalla sua 7ª Sinfonia, è qualcosa che mi affascina e mi cattura da sempre! Trasmette voglia di vivere, la gioia dell’essere.

More From Author

NUOVO DEBUTTO PER KRESLEY FIGUEROA AL LINCOLN CENTER CON DONNA FIORILLA

Teatro Massimo Palermo TV2 opera

LA MUSICA CHE RICORDA BORSELLINO

Talenti in Luce

Antonio Di Matteo Tv2 Opera

Lifestyle

STILE TOSCANO ENTRA NELL'HOTELLERIE DI LUSSO

IL MAGNIFICO FIRMA L’ESTATE TOSCANA

Podcast

Lady Macbeth audio lettura