(Alessandra Giorda) “Il viaggio non è mai soltanto uno spostamento fisico da un punto a un altro dello spazio; è, prima di tutto, un solco profondo tracciato nella memoria, un accumulo di passi, sogni, speranze e disillusioni. A esplorare con grande intensità visiva e concettuale questa tematica è l’artista a tutto tondo Vittorio Muò — musicista di musica colta e pittore — con la sua opera “EXODUS”, un vero e proprio manifesto visivo e sonoro intitolato “Viaggi di eroi, migrazioni di antieroi, vagabondaggi“.
Nelle parole dell’autore, l’opera nasce per dare vita a un vero e proprio “viaggio ideale” che attraversa luoghi reali e fantastici, dalle strade metropolitane alle periferie brulicanti, fino a paesaggi selvaggi.
Nella foto di “copertina” l’artista è immerso in altri suoi dipinti, ma in questo articolo la narrazione riguarda EXODUS.Muò costruisce una visione profondamente sincretistica, attingendo a capisaldi della letteratura e del mito come l’Odissea, Le Argonautiche o la scrittura di Chatwin. Tuttavia, i protagonisti di questo exodus non sono soltanto i grandi eroi delle epopee classiche: nella maggior parte dei casi si tratta di anti-eroi, figure dimesse che intraprendono il cammino quasi contro la loro volontà, spinte da un’unica, insopprimibile pulsione: il desiderio del ritorno. È la ricerca di un legame perduto con le radici, con la casa paterna o con un tempo della gioventù trasfigurato dalla lontananza.

Osservando la tela, la composizione si anima di una folla in movimento, un flusso ininterrotto di viandanti carichi di zaini, memorie e fatiche. Le scritte e i frammenti testuali che emergono dallo sfondo (“stazioni”, “porti”, “migrazioni”, “antieroi”) funzionano come note a margine di uno spartito musicale, suggerendo una ritmica visiva scandita dal passo cadenzato dei camminatori.
-
Il contrasto tra caos e radici: La marcia dei viandanti rappresenta l’esodo dell’uomo contemporaneo che si lascia alle spalle il caos frenetico delle metropoli per cercare una nuova dimensione di senso.
-
La stratificazione culturale: Come la musica di Muò unisce sonorità innovative e tecnologie del suono a citazioni classiche, così la pittura stratifica segni, colori e simboli, fondendo epoche e storie diverse in un unico grande coro visivo.
-
La metafora del domani: Il viaggio diventa lo specchio dell’esistenza stessa: un percorso proteso verso il vento del futuro, ma che mantiene saldi i piedi nelle radici di un passato glorioso e formativo.
Volete scoprire il dipinto che l’artista sta guardando nella foto di copertina? Rimanete connessi su TV2 Opera.






