(Redazionale) Anche quest’anno la Fondazione Teatro Massimo dedica la serata del 19 luglio (ore 21.00, Sala Grande) al ricordo della strage di via D’Amelio, rendendo omaggio al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Un appuntamento che intreccia memoria civile e musica, affidato alle voci del Coro di voci bianche, della Cantoria e del Coro femminile della Fondazione, diretti rispettivamente da Salvatore Punturo e Giuseppe Ricotta, con Claudio Marchetti al pianoforte.
Il programma attraversa pagine di grande intensità emotiva, alternando repertorio contemporaneo e brani ormai entrati nell’immaginario collettivo. Il Coro di voci bianche interpreterà, tra gli altri, Adiemus di Karl Jenkins, Siamo piccoli cantori di Alberto Maniaci, Can You Hear Me? e Like a Rainbow di Bob Chilcott, Somewhere di Leonard Bernstein e Se di Ennio Morricone. La Cantoria proporrà invece un omaggio ai Beatles, con arrangiamenti firmati da Giuseppe Ricotta, prima di unirsi al Coro di voci bianche per This Wandering Day di Bear McCreary e per la Contemporary Mass n. 2 – Miserere Nobis, dello stesso Ricotta.
Momento centrale della serata sarà la prima esecuzione assoluta di A questa città vorrei dire, nuova composizione commissionata dal Teatro Massimo alla compositrice palermitana Maria Chiara Casà. Nata nel 1994 e già protagonista del panorama musicale contemporaneo, Casà firma una pagina per Coro femminile, Coro di voci bianche e Cantoria che, attraverso un testo in latino, intreccia spiritualità, speranza e memoria, affidando alle nuove generazioni un messaggio di responsabilità e di fiducia nel futuro.
Nelle note di sala, la compositrice racconta il significato profondo della sua scelta artistica: «Alla mafia non potevo in alcun modo associare niente che fosse musica o note, nemmeno le dissonanze meritano tanto». Una riflessione che prosegue spiegando come le sonorità più aspre rappresentino l’unico linguaggio possibile per evocare la violenza mafiosa, mentre «all’antimafia, agli eroi, agli uomini e alle donne che hanno lottato e lottano ogni giorno per la Giustizia va la Musica e l’eternità della Bellezza», destinata a continuare il proprio cammino attraverso le nuove generazioni.
Compositrice dalla formazione eclettica, Maria Chiara Casà si distingue per un percorso che spazia dalla musica sinfonica alle colonne sonore per il cinema e il teatro. Tra i suoi lavori più recenti figurano le musiche della serie Boris 4 per Disney+ e dei film internazionali Daemon Mind e Dimension Slip. Pubblicata dalle case editrici Sonzogno e Universal Edition, ha ricevuto commissioni da numerose istituzioni europee e torna al Teatro Massimo, dove nel 2015 aveva già presentato una sua opera in prima assoluta alla presenza della compositrice Sofija Gubajdulina.
Più che un semplice concerto commemorativo, In Memoria si conferma un momento di riflessione collettiva in cui la musica diventa linguaggio di impegno civile. Sono soprattutto le voci dei più giovani a trasformare il ricordo in un messaggio rivolto al futuro, riaffermando il valore della legalità, della bellezza e dell’amore per la propria città.




