«L’idea che ho avuto per sintetizzare la vicenda di Traviata è quella di uno specchio rotto: rappresenta il destino di una donna celebrata da una società che, al tempo stesso, è quella che la distrugge». Queste le parole di Damiano Michieletto, che dal 22 luglio al 23 agosto mette in scena la sua prima Traviata. Il nuovo allestimento debutta al Bregenzer Festspiele, festival lirico internazionale noto per il suo palcoscenico galleggiante costruito sulle sponde del lago di Costanza, segnando inoltre la prima rappresentazione dell’opera di Giuseppe Verdi nella storia della rassegna. Proposta in 28 serate per un totale di 188 mila biglietti, la produzione è sold out da Pasqua 2026: si tratta del tutto esaurito realizzato più rapidamente negli ottant’anni di storia del Festival di Bregenz. L’allestimento sarà riproposto anche nel 2027 con lo stesso numero di repliche e di posti disponibili, raggiungendo un totale complessivo di 376 mila biglietti messi a disposizione nelle due edizioni. Al centro del cosiddetto “Seebühne” domina un’imponente scenografia firmata da Paolo Fantin: uno specchio frammentato, le cui grandi superfici riflettono il mondo interiore di Violetta Valéry, sospeso tra aspirazione al glamour, desiderio e vulnerabilità. La direzione musicale è affidata a Kirill Karabits in alternanza a Pietro Rizzo. I costumi sono di Carla Teti, le luci di Alessandro Fantin, i video di Roland Horvath, i movimenti coreografici di Thomas Wilhelm e il sound design di Alwin Bösch e Clemens Wannemacher.




