( Alessandra Giorda) Musicista, compositore e pittore, diplomato in Conservatorio, Vittorio Muò coltiva da sempre un linguaggio espressivo capace di attraversare discipline diverse, trovando nell’arte figurativa e nella musica due forme complementari di indagine sull’animo umano. Le sue opere, spesso caratterizzate da richiami simbolici, citazioni colte e una sottile vena ironica, invitano l’osservatore a superare la superficie dell’immagine per coglierne i significati più profondi.
Nel dipinto Non mi scocciare, Muò affronta con apparente leggerezza un tema di sorprendente attualità: il rispetto dell’altro, dei suoi spazi e della sua sensibilità. Attraverso una figura femminile dallo sguardo enigmatico e una mano invasiva che irrompe nella scena, l’artista costruisce una riflessione sul confine tra presenza e intrusione, tra libertà individuale ed egoismo. In questa conversazione ci accompagna alla scoperta dell’opera, raccontandone le suggestioni, le influenze artistiche e il pensiero che ne anima la composizione.

Come nasce l’idea di questo dipinto e quale emozione volevi raccontare?
L’idea nasce dalla necessità di comunicare un pensiero, un’emozione in modo semplice e diretto ma con leggerezza e umorismo insomma senza prendersi troppo sul serio.
Nelle mie opere a volte cito autori storici e importanti, prendo a prestito particolari delle loro opere che faccio mie come in questo caso il quadro di Ernst Fuchs fondatore del” Realismo fantastico “ viennese che mi ha colpito in passato per i suoi significati simbolici.
Perché hai scelto il titolo “Non mi scocciare”?
Il titolo è stato utilizzato come per altre volte in altre mie opere , ricorrendo a dei doppi sensi , è un po come dire “ non disturbarmi” sono espressioni concepite per essere interpretate in due modi diversi, si basano su parole con più significati ( polisemia ) o su omofoni ( parole che suonano uguali ) giochi di parole o freddure , tutte cose comunque innocenti e leggere come ad esempio il mio quadro “ Crepa “ oppure “ Ora basta “ e altri
Cosa esprime il suo sguardo rivolto verso l’osservatore?
La figura femminile è ispirata dal quadro di Fuchs che possedevo, ma che è andato perso
Quale significato attribuisci alla grande mano che entra nella scena?
Il suo sguardo, a mio avviso esprime stupore, imbarazzo e una sorta di fastidio per il fatto di essere osservata. Se questo è vero o no, non è importante io mi limito a dare la mia interpretazione
Esiste un rapporto simbolico tra la donna e la mano che la trattiene?
La grande mano, rappresenta un approccio sgradevole e scorretto nella vita altrui, senza tenere conto delle sue volontà. Oggi è più che mai attuale a tutti i livelli della società. La mancanza di sensibilità ed empatia produce effetti deleteri che vengono presi erroneamente come modelli . Inoltre si evince l’imposizione della propria volontà non tenendo conto delle sensibilità altrui (egoismo, egocentrismo tutte qualità negative che oggi vanno per la maggiore ) Anche se è stato dipinto anni fa, il tema della volgarità delle azioni, del linguaggio, della mancanza di considerazione per gli altri era già presente ed io cercavo di comunicarlo con la mia musica e con la mia arte, oltre che con il mio comportamento
Quanto c’è di autobiografico o di esperienza vissuta in questo lavoro?
Nulla di autobiografico, mi limito ad osservare quello che succede intorno a me. Preferisco il fare in quanto produce cose positive, stimoli e azioni nobili insomma un livello più alto della vita
I colori utilizzati sembrano evocare inquietudine e solitudine: è stata una scelta consapevole?
L’inquietudine fa parte della mia natura che ha la vocazione all’eternità, io ho troppe cose da fare e così poco tempo. Al tempo in cui seguivo l’arte di Fuchs ero alla ricerca di risposte su chi fossi, da dove venivo e dove andavo. Insomma ero inquieto.
Quale ruolo ha il rosso all’interno della composizione?
I colori come il rosso, vengono utilizzati nel momento della creazione dell’ opera, ora non ricordo come mi sentivo all’epoca quindi non saprei se ha un significato particolare, comunque ognuno può pensare e trarre le proprie sensazioni.
Se dovesse descrivere “Non mi scocciare” con una sola parola, quale sceglierebbe e perché?
Confucio dice “ non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te “ ma Cristo dice “
“ fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te “ ecco la differenza tra il non fare e il fare.




