Erika Grimaldi

Alessandra Giorda(Alessandra Giorda) Erika Grimaldi donna, soprano, madre, moglie e interprete d’eccezione  delle creazioni della stilista di alta moda Eleonora Lastrucci che firma  abiti non sono solo raffinati e preziosi, ma si elevano a vere e proprie opere d’arte. Qui nasce il trait d’union dove le arti dialogano: Erika ed Eleonora, soprano e stilista, voce e abito.

In questa parte dello Speciale “Talenti in Luce” Erika Grimaldi racconta il suo rapporto con Eleonora Lastrucci e come da stella della lirica interpreta le “opere d’arte” della stella della moda.

Erika GrimaldiErika, oltre al palcoscenico, sei anche “modella” per la stilista di alta moda Eleonora Lastrucci e indossi le sue creazioni. Che tipo di dialogo si è creato tra te e il suo mondo creativo?

Per me Eleonora è straordinaria nel suo lavoro, nelle scelte degli abiti e nel rapporto umano che abbiamo costruito. Collaborare con una stilista come lei significa entrare in un mondo molto vicino a quello del teatro. Anche nell’alta moda si parla di arte: c’è una continua ricerca della bellezza, dell’estetica, e una cura quasi ossessiva per ogni dettaglio, proprio come accade nell’opera.

Quanto è importante, per te, l’abito come parte dell’espressione artistica e non solo come elemento estetico?

L’abito è davvero importante quando non è soltanto qualcosa di esteticamente bello, ma quando ha un significato, quando dialoga con ciò che sto facendo in quel momento. Non si tratta di indossare un abito per apparire, come farebbe una modella. Si tratta di indossarlo come parte di un’interpretazione. L’abito diventa un’estensione di quello che voglio comunicare, un elemento che sostiene e completa il messaggio artistico.

Quali emozioni provi quando indossi “un’opera d’arte” come le creazioni della Lastrucci che prendono forma in esclusiva  per te?

Sapere che una sua creazione prenderà forma su di me è sempre una grande emozione. Quando indosso un suo abito, mi sento in qualche modo l’interprete di quella creazione. Non sono una modella nel senso tradizionale del termine: porto l’abito attraverso la mia presenza, il gesto, il portamento, e tutto questo finisce per dare un significato diverso a ciò che indosso. Quando c’è questa coerenza tra ciò che si indossa e ciò che si esprime, allora l’abito smette di essere solo forma e diventa davvero parte dell’arte.

 

Eleonora Lastrucci
Eleonora Lastrucci

Che tipo di rapporto si è creato con Eleonora Lastrucci?

Con Eleonora si è creato un bellissimo rapporto fatto di scambio di idee e di opinioni. Lei conosce il mio corpo, il mio gusto, sa come posso valorizzare al meglio un abito rispetto a un altro. Tra noi c’è fiducia reciproca. Al di là degli aspetti pratici, del dove e del quando, nutro per lei una grande stima e mi affido con serenità alle sue scelte, sapendo che saprà individuare ciò che è più adatto a me in quel preciso momento.

 

C’è un parallelo, secondo te, tra il lavoro di uno stilista di alta moda e quello di un cantante lirico? Entrambi, in fondo, costruite emozione partendo da una materia molto concreta.

Sì, è vero: oggi lo stile e l’immagine hanno assunto un ruolo sempre più importante anche nel mondo dell’opera. Tuttavia sono importanti solo fino a un certo punto. Non devono diventare un fine in sé, né un modo per apparire a tutti i costi. L’opera nasce dalla voce. Non esiste abito, fotografia o campagna pubblicitaria che possa sostituire ciò che un artista è davvero quando entra in uno spazio vuoto e lo riempie con il canto.

Per me lo stile è un linguaggio: è qualcosa che può raccontare chi sei ancora prima di aprire bocca. È giusto che l’immagine sia un’estensione coerente della propria identità artistica. Ma non deve mai mascherare ciò che non si è. Lo stile diventa significativo quando amplifica la presenza umana e artistica di chi sale sul palco. Non può creare nulla dal nulla. È una questione di poesia: lo stile può esaltare l’artista, accompagnarne la voce, ma se dietro non c’è sostanza, non può inventarla.

Erka GrimaldiIn che modo il lavoro di Eleonora mi ha aiutato a sentirti ancora di più donna, oltre che artista e madre?

Sicuramente è un percorso che, attraverso l’abito creato dalla stilista, fa emergere una grande femminilità. Almeno nel mio caso, mi ha aiutata a scoprire un’energia femminile che non è un ruolo da interpretare, ma qualcosa che semplicemente esiste. Sul palcoscenico spesso incarno altre donne, Mimì, Abigaille, Butterfly, figure attraversate da passioni e tragedie. Nell’alta moda, invece, lo spazio è diverso: non si deve raccontare una storia drammatica, non si deve salvare nessuno. Si deve semplicemente essere. Indossare un abito pensato per te ti invita a guardarti con occhi nuovi, con una maggiore consapevolezza dell’eleganza e del tuo corpo, aspetti a cui magari prima non prestavi la stessa attenzione. Tutto questo mi aiuta a integrare meglio le diverse dimensioni della mia identità: l’artista, la madre e, prima di tutto, la donna che sono.

 

Gli abiti indossati dalla Signora Erika Grimaldi in queste foto sono creazioni di Eleonora Lastrucci.

 

Lo Speciale «Talenti in Luce» dedicato a Erika Grimaldi continua: clicca sui link qui sotto per scoprire tutti gli approfondimenti.

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