I’TUSCANI: QUANDO LA CUCINA DIVENTA ARTE

Alessandra Giorda(Alessandra Giorda) Ci sono luoghi in cui si entra per mangiare e luoghi in cui si entra per vivere un’esperienza. I’Tuscani appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nel cuore di Firenze, questo locale raffinato e curato nei minimi particolari nasce dall’incontro fra arte figurativa, ospitalità e cucina, in un equilibrio che restituisce al cliente qualcosa di più di una semplice cena: la sensazione di entrare dentro una storia.

Una storia costruita da zero dal patron Enrico Burberi e dal suo socio, Alberto Florindo, che hanno vissuto ogni fase della creazione del locale, dagli elementi decorativi all’arredamento, contribuendo personalmente a dare forma a un ambiente che parla di loro. Ed è proprio questo vissuto, fatto di scelte, passione e ricerca, a trasformarsi in atmosfera e, soprattutto, a ritornare nel piatto.

 

I'Tuscani- TV2Opera
I’Tuscani

La filosofia de I’Tuscani è infatti profondamente toscana, ma non immobile. È una cucina che parte dalla tradizione e la porta verso un livello di fine dining, senza perdere la propria identità. Burberi lo dice con una sicurezza che non lascia spazio a equivoci: “La cucina de I’Tuscani non si abbassa alle mode. È la vera cucina toscana. Quando il cliente non lo capisce? Lo si spiega, perché il cliente va educato.” Una frase che racconta perfettamente la personalità del patron: quella di chi conosce la propria materia e non ha bisogno di inseguire le tendenze per affermarla. Credo che il must de I’Tuscani  sia proprio l’essere e non l’apparire, anche se l’occhio vuole la sua parte,  poiché l’autenticità la fa da padrona e diventa “l’ingrediente” fondamentale.

 

 

I’Tuscani © Carola Gargani

 

Ora passiamo alla Toscana nel piatto

Si comincia con pane casereccio fatto “in casa” imbevuto di olio d’eccellenza: L’Olio Extravergine d’Oliva- Chianti Classico D.O.P. scelto e apprezzato da I’Tuscani per la sua qualità superiore e la sua autenticità.  Profumo fruttato intenso con note fresche di erba tagliata, carciofo e mandorla verde. Un perfetto bilanciamento tra una piacevole nota amara e un finale delicatamente piccante. Questo olio ha conquistato il Giappone aggiudicandosi il prestigioso PREMIO GOLD al JAPAN OLIVE OIL PRIZE 2026! Un vero trionfo del Made in Italy nel mondo.

 

I’Tuscani  © Carola Gargani

 

Subito dopo un tagliere di salumi che è una vera leccornia. Non soltanto una selezione di prodotti, ma un piccolo viaggio nella convivialità toscana, accompagnato da dettagli capaci di sorprendere. La giardiniera di verdure è uno di questi: croccante e morbida al tempo stesso, equilibrata, piacevole, con quella capacità di pulire il palato e prepararlo al boccone successivo. Si prosegue con i salumi, il formaggio Gran Mugello stagionato nelle Grotte Ubaldine accompagnato da una salsa che volutamente non svelo. Perché certe cose non vanno raccontate fino in fondo: vanno provate.

Filetto con lardo di Colonnata

Arriva Sua Maestà il filetto! Trecento grammi di carne avvolta nel lardo di Colonnata, cotta al punto giusto, morbida, succosa, capace quasi di sciogliersi in bocca. Una preparazione che non ha bisogno di artifici per conquistare: è la materia prima, insieme alla tecnica, a parlare. Accanto, i porcini di Cutigliano, seducenti e intensi, le patate al forno, croccanti all’esterno e morbide al cuore. Anche qui, dietro a quella che potrebbe sembrare una semplicità assoluta, c’è un lavoro lento e preciso. Le patate vengono lasciate a bagno nell’acqua già dal giorno precedente, poi scolate e lasciate asciugare prima della cottura. È il tempo, ancora una volta, a fare la differenza.

C’è poi il vino, che a I’Tuscani non è un semplice accompagnamento, ma diventa parte integrante del percorso culinario. La carta propone etichette di grande personalità, capaci di accompagnare la cucina toscana esaltandone la struttura e i profumi senza mai sovrastarla. Calici importanti, scelti con attenzione, che raccontano a loro volta un territorio e una cultura del bere che appartengono profondamente alla Toscana.

È proprio nel dialogo tra il vino e il piatto che la cena trova un ulteriore livello di espressione: la carne, il lardo di Colonnata, i porcini dell’Amiata, i salumi e il pecorino acquistano sfumature diverse quando incontrano il calice giusto.

 

 

Un’esperienza che conferma ancora una volta la filosofia del locale: nulla è lasciato al caso, perché anche il vino, come la cucina e come gli ambienti, deve raccontare qualcosa. E qui racconta la Toscana con eleganza, carattere e quella generosità che rende il convivio un’arte.

Cappelle di funghi porcini di Cutigliano

I’Tuscani è una trattoria di altissimo livello L’ambiente è sofisticato ma non freddo. Le luci soffuse, le candele, gli arredi e i dettagli decorativi costruiscono un’atmosfera elegante, mentre la cordialità di Burberi introduce quella dimensione domestica che fa sentire l’ospite accolto e non semplicemente servito.

Ritengo essere questo uno degli aspetti più interessanti de I’Tuscani: il lusso qui non coincide con la distanza.  Si può respirare una raffinatezza da ristorante stellato e, nello stesso tempo, avere la sensazione di essere entrati in una casa dove qualcuno ha davvero piacere di riceverti. Anche la cucina, che ho avuto modo di osservare personalmente, racconta attenzione, ordine e cura della pulizia: elementi fondamentali che spesso rimangono invisibili al cliente, ma che rivelano moltissimo della filosofia di un locale.

La clientela è internazionale e Firenze diventa il naturale punto d’incontro di culture differenti. C’è un dettaglio che, per il mio sguardo, rende I’Tuscani ancora più particolare: qui le arti si incontrano e non si limitano a dialogare attraverso l’arredamento e la cucina. Tra le persone che lavorano nel locale c’è infatti anche Beatrice Robuffo, soprano, laureata al Conservatorio in canto lirico. E allora tutto assume un significato ancora più interessante: la pittura incontra il design, la cucina incontra la tradizione, il gusto incontra l’ospitalità e, quasi naturalmente, la musica entra nella narrazione. È un luogo in cui le arti si intrecciano senza bisogno di essere dichiarate. Forse è proprio questa la cifra de I’Tuscani: non voler trasformare la tradizione in qualcosa che non è, ma darle la dignità e la cura necessaria per farla arrivare altrove.

Perché la vera innovazione, talvolta, non consiste nel cambiare, bensì nel conoscere così bene le proprie radici da poterle raccontare in una forma nuova. I’Tuscani lo fa attraverso il piatto, attraverso gli spazi, attraverso le persone e attraverso quella filosofia di accoglienza che Enrico Burberi porta avanti con una sicurezza che si percepisce immediatamente.

 

I’Tuscani  © Carola Gargani

Una cucina toscana che non rincorre le mode, ma le osserva, le lascia passare e continua per la propria strada.

Foto di copertina © Carola Gargani

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