Il Festival InArmonico giunge alla sua terza edizione, confermandosi come un appuntamento di riferimento per la musica contemporanea e la ricerca sonora. In programma dal 28 al 30 novembre 2025 presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, la rassegna propone tre giornate di concerti che intrecciano riflessione e interpretazione, analisi e pratica musicale, mettendo in dialogo innovazione tecnologica e tradizione compositiva. Ogni incontro è preceduto da un’introduzione a cura di musicisti e studiosi, che uniscono pensiero critico ed esperienza d’ascolto. Con la partecipazione di artisti e compositori di rilievo internazionale – tra cui Riccardo Sinigaglia, Keiko Morikawa, Nazarena Recchia, Sylviane Sapir, Edu Haubensak, Jean -Claude Risset – InArmonico esplora le nuove traiettorie del suono, coniugando innovazione tecnologica, spiritualità e memoria storica.
Oragnizzato dall’Associazione Musicale Orphée ETS, Ente del Terzo Settore, il festival indaga le profondità del suono e le sue direzioni contemporanee, esplorando il rapporto tra tecnologia e materia sonora.
«Tra i temi centrali della rassegna – spiega Francesco Cuoghi, tra i fondatori dell’Associazione organizzatrice, oltre che musicista e autore presente al festival – c’è la musica spettrale, la corrente che dagli anni Settanta del ’900 ha ridefinito la composizione musicale grazie a pionieri come Hugues Dufourt e Jean-Claude Risset, insieme a un omaggio al compositore Mario Peragallo, figura di rilievo del Novecento musicale italiano».
L’edizione 2025, che gode del patrocinio dell’Ambasciata di Svizzera in Italia, della Società Italiana Musica Contemporanea (SIMC) e dell’Institut national de l’audiovisuel Groupe de Recherches musicales di Parigi (INA-GRM), conferma la vocazione del festival di valorizzare la figura dell’esecutore-compositore, artista capace di fondere gesto strumentale e ricerca sonora.
Ad aprire la rassegna, venerdì 28 novembre alle ore 17.30, Riccardo Sinigaglia – compositore e musicista di formazione accademica che punta a una contaminazione di generi e al superamento della differenza tra musica colta e non colta – insieme ai compositori elettroacustici, in un concerto per strumenti ed elettronica. Musiche dello stesso Sinigaglia, Hugues Dufourt, Stefano Petrarca, Francesco Cuoghi. Introduzione a cura di Gabriel Maldonado, compositore, ricercatore, performer e video artista specializzato in computer music.
L’incontro di sabato 29 novembre, invece, è un omaggio a Mario Peragallo, compositore romano di rilievo e già presidente della Società Italiana Musica Contemporanea, con un concerto per pianoforte a quattro mani e violoncello, musiche di Mario Peragallo, Giovanni Claudio Traversi, Lamberto Lugli e una prima esecuzione di Daniele Corsi. Introduce Emanuele Franceschetti, musicologo, poeta e professore di Storia della Musica al Conservatorio di Brescia.
L’ultima giornata del festival, domenica 30 novembre, è dedicata alle traiettorie all’interno del suono con tre momenti diversi: Nazarena Recchia all’arpa su musiche di Claudio Ambrosini; Sylviane Sapir esegue Inharmonique di Jean-Claude Risset, brano storico della musica elettronica e spettrale; infine Nazarena Recchia all’arpa e Anna Bellagamba al pianoforte dialogano con il soprano Keiko Morikawa, su musiche di Edu Haubensak, compositore svizzero che lavora sulle microtonalità e su strutture minimali. Introduce lo stesso Haubensak.
