(Alessandra Giorda) Per il terzo appuntamento de La meglio gioventù in concerto dal titolo I preferiti di Mozart, (il 15 e 16 luglio prossimi) vede il debutto del giovane talento Sieva Borzak, al Regio di Torino, che guiderà l’Orchestra e il Coro del teatro lirico torinese e gli artisti del Regio Ensemble: Albina Tonkikh, Siphokazi Molteno, Daniel Umbelino, Janusz Nosek e Tyler Zimmerman per una serata densa di emozioni.
Grande attesa per il raffinato direttore d’orchestra italo-russo che si è fatto notare a livello internazionale durante il Malko Competition 2024, essendo uno dei sei semifinalisti del prestigioso concorso a Copenaghen. Mentre nel 2025 è vincitore dell’International Opera Conducting Competition – Opéra Royal de Wallonie-Liège ed il suo repertorio spazia da quello operistico a quello sinfonico.

Come dirigerai un programma che attraversa alcune tra le pagine più amate di Mozart e come hai costruito questo percorso tra ouverture, arie, duetti e danze?
Ho voluto costruire un percorso che rendesse omaggio all’anima teatrale di Mozart, selezionando alcune tra le pagine più rappresentative del suo repertorio operistico. L’idea è quella di offrire al pubblico un’esperienza che attraversi diversi momenti espressivi: dall’ironia leggera dell’Ouverture all’intensità lirica delle arie, fino all’energia ritmica delle danze. Mozart è un compositore che ha saputo spaziare in molti generi, ma è nell’opera che
esprime in modo supremo il suo genio.
È interessante notare la presenza dei balletti da Idomeneo, un’opera meno eseguita rispetto ai grandi titoli buffi. Cosa ti ha spinto a inserirli in questo programma?
Ho voluto accostare a brani più celebri una pagina meno conosciuta, ma straordinaria dal punto di vista orchestrale: le Danze dell’Idomeneo. Si tratta di una raccolta di cinque brani che Mozart aveva concepito per essere inseriti nell’opera, anche se non sappiamo esattamente in quale momento. Oggi vengono infatti eseguiti in forma di Suite. Quello che colpisce è la scrittura virtuosistica affidata all’orchestra: fiati brillanti, archi esplosivi, e un uso molto raffinato del colore. Mozart aveva a disposizione l’orchestra di Mannheim, tra le migliori dell’epoca, e si sente. È una pagina che valorizza in pieno le capacità tecniche ed espressive dell’ensemble.

Mozart riesce a raccontare l’animo umano con una modernità impressionante. Qual è il segreto di questa sua eterna attualità?
Mozart possiede una capacità unica di catturare l’essenza dell’animo umano, grazie alla sua profonda comprensione della psicologia. La sua musica è eterna perché parla di sentimenti universali e immutabili, come l’amore, la gioia, il dolore e la speranza. La sua genialità sta nell’aver saputo tradurre questi sentimenti in melodie e armonie che continuano a risuonare dentro di noi, indipendentemente dal tempo e dal contesto culturale. La sua musica è un riflesso dell’umanità stessa, nella sua complessità e bellezza.
Dirigere nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale è anche una suggestione in più. Come ti rapporti con il repertorio mozartiano in un contesto così speciale?
Dirigere in un luogo così ricco di storia e bellezza è un vero privilegio. Mozart si adatta perfettamente a un ambiente intimo e carico di atmosfera come il Cortile d’Onore. L’acustica naturale del luogo valorizza la trasparenza della scrittura mozartiana e contribuisce a creare quella magia che rende ogni esecuzione unica. L’ atmosfera serale e il fascino del contesto amplificano l’impatto emotivo della musica, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.

Questo concerto si intitola I preferiti di Mozart. Qual è il tuo preferito tra i brani del genio salisburghese?
È davvero difficile scegliere. Forse l’Ouverture del Flauto Magico, un capolavoro di scrittura orchestrale che combina brillantezza, profondità e senso teatrale. Tra i brani lirici, l’Arietta di Cherubino “Voi che sapete che cosa è amor” ha un posto speciale per me: è un brano di straordinaria dolcezza, che riesce a raccontare con semplicità e verità il turbamento amoroso dell’adolescenza — qualcosa che, in fondo, abbiamo vissuto tutti.
Cosa vuoi trasmettere al pubblico in questo tuo debutto al Regio di Torino essendo considerato un talento?
Vorrei trasmettere innanzitutto il mio amore per Mozart, un autore che considero tra i vertici assoluti della storia musicale. Spero che il pubblico possa cogliere la passione, l’attenzione e il rispetto con cui mi accosto alla sua musica. Con l’orchestra del Teatro Regio si è creata sin da subito una bellissima intesa: questo clima di fiducia e collaborazione, unito all’entusiasmo condiviso, sono certo che si rifletteranno nel concerto e sapranno arrivare al cuore degli ascoltatori.
Cosa porterai nel cuore della Malko Competition 2024 dove stato uno dei sei semifinalisti del prestigioso concorso a Copenaghen?
È stata un’esperienza unica. Un concorso impegnativo, intenso, ma anche fonte di grandi soddisfazioni. La Malko Competition è considerata una delle competizioni per giovani direttori d’orchestra più prestigiose al mondo, e il livello dei partecipanti era altissimo. Sono stati giorni carichi di emozione e, per certi versi, anche stressanti. Ma ho avuto l’onore di fare musica con un’orchestra straordinaria come la Danish National Symphony Orchestra che, dopo aver apprezzato il mio lavoro durante il concorso, ha deciso di invitarmi qualche mese più tardi a dirigere un programma sinfonico.
