Stefano poda

PODA CON TOSCA CONQUISTA I KAZAKI

(Redazionale) Grande successo ad Almaty per Tosca di Giacomo Puccini, andata in scena il 30 e 31 ottobre all’Abay Kazakh National Opera and Ballet Theatre. La produzione, nata dalla collaborazione tra il Teatro Regio di Torino e il prestigioso teatro kazako, segna un nuovo importante traguardo nella cooperazione culturale tra Italia e Kazakistan.

L’allestimento, firmato da Stefano Poda, che ha curato regia, scene, costumi, luci e coreografia, porta in Asia centrale una delle produzioni più significative della recente stagione del Teatro Regio, dove lo spettacolo aveva debuttato lo scorso giugno. Una rilettura visionaria del capolavoro pucciniano, concepita come una grande installazione contemporanea, in cui la monumentalità della Roma storica incontra le nuove tecnologie, dando vita a una riflessione universale sul potere, sulla libertà e sulla dignità umana.

Tosca Stefano Poda

Determinante per la realizzazione del progetto è stato il sostegno dell’Ambasciata d’Italia in Kazakistan e dell’Istituto Italiano di Cultura di Almaty, diretto da Edoardo Crisafulli, che hanno accompagnato la collaborazione sin dalle prime fasi, contribuendo al coordinamento e alla concretizzazione dell’iniziativa.

La coproduzione rappresenta un passaggio significativo anche per il Teatro Abay, fondato nel 1934 e istituzione di riferimento della tradizione lirica kazaka, che riconosce nell’Italia un partner privilegiato per lo sviluppo di nuove progettualità artistiche. L’obiettivo è andare oltre il singolo spettacolo, costruendo un rapporto duraturo tra le due istituzioni e favorendo lo scambio di artisti, competenze ed esperienze.

«Con questa Tosca abbiamo voluto dimostrare che la cultura italiana non è soltanto un patrimonio straordinario da custodire, ma una realtà viva, contemporanea, capace di innovare e di dialogare con il futuro», ha dichiarato Antonello De Riu, Ambasciatore d’Italia in Kazakistan. L’incontro tra il Teatro Regio e il Teatro Abay, ha sottolineato, dimostra come la diplomazia culturale possa generare opportunità concrete di collaborazione, scambio di competenze e crescita professionale, rafforzando i legami tra i due Paesi.

Soddisfazione anche nelle parole di Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio, che ha evidenziato il valore della produzione come espressione della vocazione internazionale dell’istituzione torinese e della volontà di sostenere progetti artistici originali. «Desideriamo che questo primo importante progetto sia l’inizio di un dialogo continuativo, capace di favorire la circolazione delle idee, degli artisti e delle competenze e di creare nuove occasioni di crescita reciproca», ha affermato.

Per Stefano Poda, la produzione rappresenta inoltre una nuova tappa del rapporto artistico con il Teatro Regio, consolidato negli anni attraverso importanti allestimenti, da Thaïs a Faust, da Turandot a La Juive di Halévy, quest’ultima insignita del Premio Abbiati 2023.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di diplomazia culturale promossa dall’Ambasciata italiana in Kazakistan, volta a valorizzare la creatività italiana attraverso progetti che uniscono eccellenza artistica, innovazione e dialogo con le istituzioni locali.

Il successo delle due rappresentazioni di Almaty conferma così la forza universale dell’opera italiana e la sua capacità di rinnovarsi attraverso l’incontro con culture e pubblici diversi. Un risultato che non celebra soltanto una coproduzione di prestigio, ma apre nuove prospettive per il teatro musicale in Asia centrale, rafforzando il legame culturale e artistico tra Italia e Kazakistan.

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