(Alessandra Giorda) Al Teatro Carignano, Napoli Nobilissima, un vero capolavoro, conquista il pubblico con uno spettacolo intenso, autentico e profondamente umano. La firma registica di Geppy Gleijeses guida con sensibilità e grande rispetto teatrale due atti unici di Raffaele Viviani — Don Giacinto e La musica dei ciechi — restituendo tutta la forza poetica e popolare di un autore ancora sorprendentemente attuale.
La Gleijeses costruisce uno spettacolo vivo, dinamico, mai folkloristico, lasciando emergere la verità emotiva dei personaggi e quel mondo fatto di vicoli, miseria, ironia, dignità e sopravvivenza che costituisce l’anima del teatro vivianeo. La sua regia accompagna gli interpreti con ritmo naturale, valorizzando tanto i momenti corali quanto quelli più intimi e malinconici.
Il cast si rivela di altissimo livello: interpreti perfettamente immersi nell’universo di Viviani, capaci di fondere recitazione, musicalità e presenza scenica in un equilibrio sempre convincente. Interpreti affiatati, credibili e generosi, capaci di dare vita a personaggi vivissimi senza mai cadere nel cliché. Ogni artista porta in scena non soltanto tecnica e professionalità, ma soprattutto cuore, presenza scenica e una sincera partecipazione emotiva che arriva immediatamente al pubblico. Le voci, intense e ben amalgamate, contribuiscono a creare un’atmosfera avvolgente e autentica. Ogni personaggio prende vita con autenticità, evitando caricature e restituendo invece l’umanità fragile e vera di una Napoli popolare che ride, soffre, canta e resiste.
Particolarmente suggestiva è La musica dei ciechi, che si addentra in maniera ben dosata anche nel celebre brindisi della Traviata di Giuseppe Verdi, racchiude una delle cifre più profonde della poetica vivianea: la capacità di raccontare gli ultimi, gli invisibili, gli emarginati, con straordinaria pietà umana ma senza mai indulgere nel sentimentalismo. Viviani osserva il popolo con sguardo lucido e partecipe, trasformando la quotidianità in teatro vivo.
E’ proprio qui che emerge la grandezza di Raffaele Viviani, figura centrale del teatro italiano del Novecento. Attore, autore, poeta e musicista, Viviani ha saputo raccontare Napoli ben oltre gli stereotipi, dando voce ai quartieri popolari, ai lavoratori, agli artisti di strada, ai poveri e agli emarginati. Il suo teatro mescola dialetto, musica, canto e realismo sociale in una forma modernissima, capace ancora oggi di parlare al presente. Nelle sue opere convivono comicità e dolore, leggerezza e disillusione, sempre attraversate da una profonda attenzione per l’essere umano.
Il pubblico del Carignano risponde con entusiasmo crescente: sorrisi, applausi mai parchi a scena aperta e un coinvolgimento palpabile testimoniano il successo di una serata che ha saputo trasformarsi in una festa teatrale condivisa. Un pubblico gaudente, partecipe, felice di lasciarsi sedurre da uno spettacolo che celebra la tradizione senza nostalgia polverosa, ma con energia viva e contemporanea.
Napoli Nobilissima diventa così non soltanto un omaggio teatrale, ma anche una preziosa riscoperta di Raffaele Viviani e della sua straordinaria capacità di trasformare il popolo in poesia scenica. Si conferma così uno spettacolo di grande fascino, capace di emozionare e divertire con intelligenza, rendendo omaggio alla cultura napoletana attraverso interpreti eccellenti e una messa in scena di rara eleganza. Una produzione che resta addosso come una canzone ascoltata nella notte: intensa, calorosa, indimenticabile.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 24 maggio prossimo al Teatro Carignano di Torino.
Recensione del 12 maggio 2026
NAPOLI NOBILISSIMA
due atti unici di Raffaele Viviani:
Don Giacinto e La musica dei ciechi
con Geppy Gleijeses
Lorenzo Gleijeses, Chiara Baffi
e con la partecipazione di Massimiliano Rossi
regia Geppy Gleijeses
scene Roberto Crea
costumi Chiara Donato
Dear Friends, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
