Quindici titoli, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti di danza e un prezioso capolavoro baroccoInaugurazione il 15 ottobre con Cavalleria rusticana e Pagliacci, primo capitolo del progetto Verismo |
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È stata presentata questa mattina, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d’Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale Andrea Battistoni. Il nuovo cartellone si articola in quindici titoli, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti di danza e un capolavoro barocco. Fatale è il titolo e il tema di questo percorso nel segno dell’ineluttabilità del destino e delle passioni più estreme, dove la tensione tra amore e pericolo, eros e thanatos, rivela come proprio nell’incontro con l’inevitabile si misuri la libertà più profonda dell’essere umano. L’inaugurazione, il 15 ottobre, è affidata a un inedito progetto Verismo, che trasforma il Regio in un laboratorio creativo per riscoprire le radici di un’estetica che appartiene anche al nostro tempo. Il celebre dittico Cavalleria rusticana/Pagliacci apre la strada a due titoli di rara esecuzione, La bohème di Ruggero Leoncavallo e Iris di Pietro Mascagni. Il Direttore musicale Andrea Battistoni guida l’intera tetralogia – 22 recite in poco più di un mese – e torna a febbraio per La traviata, confermandosi figura cardine del percorso artistico del Teatro. Ampio spazio alla danza, che esplora il corpo e il mito attraverso le eccellenze del gala Roberto Bolle and Friends, il viaggio stilistico del Tokyo Ballet — dalla purezza classica del Regno delle ombre al genio di Béjart nel Sacre du printemps, preceduti dalla prima italiana di KAGUYAHIME di Jo Kanamori su musica di Claude Debussy — e la fiaba natalizia senza tempo dello Schiaccianoci nell’interpretazione del Balletto dell’Opera di Tbilisi. Tornano registi profondamente legati al Regio: Robert Carsen, che chiude la Stagione con il suo Evgenij Onegin; Arnaud Bernard, autore della trilogia Manon con un nuovo allestimento di Carmen; Jacopo Spirei, chiamato a creare una nuova Traviata; Daniele Menghini, il nuovo sguardo sulle opere di Mascagni. Accanto a loro, i debutti di Francesco Micheli, regista dei titoli di Leoncavallo; Nicola Raab, autrice di Edgar, coprodotto con l’Opéra de Nice; e Kornél Mundruczó, al Regio con Salome. Sul podio si alternano bacchette di rilievo internazionale come Daniel Oren, Carlo Rizzi, Gianluca Capuano, Valentin Uryupin e Axel Kober. Una Stagione d’opera è anche e soprattutto un importante crocevia di voci: la prossima conta ben trenta debutti al Regio e il ritorno di interpreti fortemente legati al nostro Teatro e amati dal pubblico, tra cui Gregory Kunde, Ekaterina Bakanova, Erika Grimaldi, Roberto Frontali, Barno Ismatullaeva, Erwin Schrott e Dmitry Korchak. |
