Romeo e Giulietta Teatro Regio Torino

(Alessandra Giorda) Siamo nel periodo che precede le feste natalizie e come di consueto la danza la fa da padrona ed il Teatro Regio di Torino, dopo lo straordinario successo di Roberto Bolle in “Caravaggio”,  accoglie un altro risultato altamente positivo con il Balletto Nazionale Ceco, guidato dal direttore artistico Filip Barankiewicz, con una delle versioni più amate e incisive di Romeo e Giulietta: la coreografia immortale di John Cranko, qui ripresa con eleganza e fedeltà da Jane Bourne, garanzia di una messa in scena rigorosa e musicalmente respirata.

Questa produzione, costruita su tre atti e sulle indimenticabili pagine musicali di Sergej Prokof’ev, restituisce tutta la potenza teatrale della tragedia shakespeariana, intrecciando gesto, musica e dramma con una chiarezza narrativa rara.

John Cranko firma una lettura che privilegia il racconto emotivo, la psicologia dei personaggi, i contrasti tra la spensieratezza giovanile e la violenza del conflitto familiare.
La ripresa coreografica di Jane Bourne mantiene intatta questa cifra: i movimenti sono cesellati con una precisione drammaturgica esemplare. Ogni gesto ha un senso, ogni pas de deux diventa una dichiarazione d’amore o un presagio di tragedia.

Le scene di massa, i duelli tra Montecchi e Capuleti, il mercato, il ballo, scorrono con dinamismo cinematografico, mentre i momenti intimi tra i due amanti trovano un lirismo che tocca corde profonde.

I solisti e la compagnia del Balletto del Teatro Nazionale di Praga brillano per uniformità tecnica ed espressiva. La Giulietta della compagnia ceca, Haruka Ignuki, si distingue per una danza trasparente, luminosa, capace di oscillare tra innocenza e coraggio, Romeo, Patrik Holeček,  mostra una fisicità ardente, piena di slancio, con salti puliti e un port de bras narrativo.

Particolarmente riusciti i personaggi di contorno: Mercuzio, Ryo Hinoue, vivace e brillante, porta leggerezza anche nei momenti più tesi, il Tebaldo di Marek Svobodník è altero e muscolare, domina la scena con presenza scenica incisiva, mentre Michaela Černá, nei panni della Nutrice, tratteggia il suo personaggio con ironia e calore umano. Parole di encomio si spendono per l’eccellente Corpo di Ballo.

L’apparato visivo firmato da Jürgen Rose (con Valentin Däumler alle luci) è di grande raffinatezza. I costumi firmati da Jürgen Rose scenografo tedesco, sono sontuosi, ma mai sovraccarichi. Tinte calde per la Verona solare degli amanti e contrasti drammatici di luci nei momenti più tragici con  le scenografie evocative che cambiano con fluidità, senza interrompere il ritmo narrativo.

L’effetto complessivo è quello di un’opera visiva compatta, coerente, che accompagna e amplifica la musica senza imporsi su di essa.

Grande protagonista della serata è anche la sempre preparatissima Orchestra del Teatro Regio di Torino, guidata dalla bacchetta di  Václav Zahradník, che offre una lettura densa, vibrante e teatralmente ispirata della partitura di Prokof’ev, dove l’equilibrio buca-palcoscenico è ideale: la musica non sovrasta, ma sostiene, accompagna e potenzia la drammaturgia del corpo. Zahradník compie un lavoro prezioso: tempi mai eccessivi, calibrati sulle esigenze coreografiche, attenzione costante al dialogo con la scena e dinamiche fortemente espressive che sottolineano i momenti chiave.

La celebre Danza dei Cavalieri emerge solenne e granitica, mentre gli interludi più lirici , soprattutto nei pas de deux , diventano un tessuto emozionale perfetto su cui gli interpreti costruiscono i loro slanci amorosi.

Presentata per la prima volta nel 1938 al Teatro Nazionale di Brno, questa versione di Romeo e Giulietta conferma la sua modernità e la sua forza narrativa. Al Teatro Regio di Torino è arrivata nella sua forma più compiuta: rispettosa della tradizione, ma profondamente emozionante.

Una pomeriggio che celebra il potere della danza teatrale, l’eleganza della compagnia ceca, la forza musicale dell’orchestra torinese e la visione poetica di Cranko.

La tournée torinese del Balletto Nazionale Ceco continua fino al 14 dicembre.

Recensione del 10/12/2025

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