Speranza Scapucci TV2 Opera

VENTESIMA EDIZIONE DI MITO SETTEMBREMUSICA 2026 HARMONIA

È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica, agente per la pacificazione, ideale di bellezza, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci, generazioni, repertori, città, luoghi, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival, presieduto da Alberto Meomartini, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo, repertorio classico e nuove creazioni, Novecento e musica barocca, musica sinfonica e teatro musicale, formazioni internazionali e giovani interpreti, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti.

«“Harmonia” è una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città, di pubblici, di repertori, di luoghi, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica, infatti, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse, è equilibrio costruito attraverso ascolto, attrito, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia, dunque, non è eliminare il conflitto, ma trasformarlo in possibilità di ascolto».

«Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro».

«Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni, fratture e conflitti, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica, né cancella le difficoltà del presente, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso».

«Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, ha abitato teatri, auditorium, chiese, spazi urbani e luoghi meno consueti, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine».

«Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori, commenta Paola Musso, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo.

La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano, al Teatro alla Scala, con il War Requiem di Benjamin Britten, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia.

Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco.

Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione, con capolavori come il citato War Requiem, i Four Sea Interludes da Peter Grimes, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival, e al percorso verso il 2027, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala.

Riprendendo la scansione cronologica del programma, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij.

Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme), grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix, che unisce musica, teatro, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto, e La descente d’Orphée aux Enfers, che rilegge il mito di Orfeo, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza.

La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre, a ribadire la forte presenza della voce nel festival, strumento di memoria, racconto, teatro identità.

In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten, con Matthew Swensen (tenore), Kelsey Lauritano (mezzosoprano), Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte), e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre).

Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano), José Maria Lo Monaco (mezzosoprano), Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale.

Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica, nel 2026 a Paola Prestini, compositrice italiana naturalizzata statunitense, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn.

La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milanodiretta da Natalia Ponomarchuk, con Simonide Braconi viola solista. Il programma, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi, la Romanza di Bruch, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi, composto durante la pandemia del 2020, e quello di Stankovych, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana.

La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme), l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolas di Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini, Falla, Granados, Albéniz, Debussy ed Escaich, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin, chitarra e fisarmonica, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre).

Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren, che si svilupperà in due edizioni, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno, tra le due città, diversi appuntamenti tra Milano e Torino, con quartetti giovanili, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”.

La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025, Yifan Wu, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre, appuntamento che chiude cronologicamente il festival.

Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre), “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”, che mettono in relazione repertorio classico, trascrizione, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith, Piatti, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein, Takemitsu, Henze e Šostakovič. Tra tango, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre, Torino 11 e 12 settembre), con programmi dedicati a Piazzolla, Morricone, Nino Rota, John Williams, Gardel, ma anche a De Gregori, Battiato, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta.

Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026.

Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl, che racconta lo zio, la persona, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget, intelligenze artificiali e smartphone, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina, per quanto perfetta, può sostituire la bellezza della natura, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte, tecnologia, ascolto e autenticità.

MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini, il Teatro Dal Verme, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri, chiese, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze, ampliare la partecipazione, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto.

MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano, con il contributo del Ministero della Cultura, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, degli sponsor Iren, Pirelli, Fiera Milano, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica.

More From Author

PAGLIACCI TV2 OPERA

REPORTAGE- PAGLIACCI-ASTILIRICA

Stefania Pomillo TV2 Opera

STEFANIA POMILLO E LE CREAZIONI CON IL PIROGRAFO

Talenti in Luce

Antonio Di Matteo Tv2 Opera

Lifestyle

STILE TOSCANO ENTRA NELL'HOTELLERIE DI LUSSO

IL MAGNIFICO FIRMA L’ESTATE TOSCANA

Podcast

Lady Macbeth audio lettura