Arena di Verona TV2 Opera

ALEXANDER MALOFEEV, STAR DEL PIANOFORTE, DEBUTTA IN CONCERTO CON L’ORCHESTRA DI FONDAZIONE ARENA

La primavera sinfonica di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico si conclude con un imperdibile doppio appuntamento: venerdì 22 maggio alle 20, con replica sabato 23 maggio alle 17, un programma che accosta il grande concerto romantico ottocentesco per pianoforte e orchestra, come quello del norvegese Grieg, e la rilettura novecentesca di forme più antiche nel Concerto per orchestra dell’ungherese Bartók. Sul podio dell’Orchestra areniana Alpesh Chauhan, e atteso solista il giovane Alexander Malofeev, una “promessa mantenuta” del pianoforte, tra i più richiesti interpreti di oggi sulla scena internazionale.

Non solo per la comune tonalità di la minore, la classica forma tripartita e l’afflato romantico, non si può non pensare al modello di Schumann per il popolare Concerto per pianoforte e orchestra op. 16 di Edvard Grieg. Il più importante compositore norvegese (1843-1907), in un certo senso pioniere dell’identità musicale nazionale, fu autore di alcuni dei brani ancora oggi più celebri di tutta la musica “classica” (come quelli che compongono le ricchissime musiche di scena per il Peer Gynt di Ibsen). Al pianoforte dedicò molte delle sue opere, la più fortunata delle quali rimane il Concerto, in programma al Teatro Filarmonico venerdì 22 e sabato 23 maggio, un’opera giovanile ma già pienamente riuscita, influenzata sì dai grandi modelli romantici, non esclusi gli innovatori Liszt e Wagner, eppure in perfetto equilibrio per forma, invenzione melodica e ritmi del folklore norvegese. Grieg ne rivide l’orchestrazione poco prima di morire, quando il Concerto era già divenuto popolarissimo, pietra miliare del repertorio di ogni pianista.

Nella storia dei complessi artistici areniani è stato eseguito solo due volte (1979 e 2007) e nel fine settimana ritorna a Verona grazie al pluripremiato Alexander Malofeev (vincitore del Concorso Čajkovskij giovanissimo, nel 2014), al debutto con l’Orchestra di Fondazione Arena, dopo aver collaborato con i massimi direttori di oggi nelle sedi più prestigiose, da Philadelphia a Santa Cecilia, dalla Scala a Lucerna e Verbier. Sul podio torna il Maestro britannico Alpesh Chauhan, già ospite di appuntamenti sinfonici al Filarmonico tra il 2017 e il 2019, miglior direttore ai Premi Abbiati della Critica italiana 2022, oggi Direttore Musicale della Birmingham Opera Company, Direttore Ospite Principale a Düsseldorf e Principale della National Youth Orchestra of Great Britain.

A completare il programma un grande classico del Novecento, e una diversa rilettura del termine “concerto”: è infatti del 1943 il Concerto per orchestra di Béla Bartók (1881-1945) creato su commissione del direttore Koussevitsky per la Boston Symphony Orchestra. Un’opera in cinque movimenti, in cui i due tempi estremi, in austera forma-sonata, incorniciano due “intermezzi” più leggeri e l’ampia Elegia centrale. Tra richiami al mondo musicale barocco, ritmi popolari e frammenti melodici della tradizione ungherese, l’opera è un viaggio intenso «dalla severità del primo tempo e dal lugubre canto di morte del terzo all’affermazione di vita dell’ultimo – come dichiarò il compositore stesso –. Il titolo di questo lavoro orchestrale simile ad una sinfonia è spiegato dalla tendenza a trattare ogni singolo strumento dell’orchestra in modo concertante o solistico» in un virtuosismo travolgente che mette alla prova anche le compagini orchestrali più affiatate.

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