Venerdì 12 giugno alle ore 20, il Teatro Regio presenta un nuovo allestimento di Tosca di Giacomo Puccini. Lo spettacolo è affidato alla visione globale di Stefano Poda, che firma regia, scene, costumi, luci e coreografia. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Regio sale il Direttore musicale Andrea Battistoni. Protagonisti sono tre solisti di fama internazionale: Chiara IsottonMartin Muehle e Roberto Frontali. I Cori sono istruiti da Gea Garatti Ansini e Claudio FenoglioPaolo Giani Cei è regista collaboratore.

Liturgie del potere: Tosca tra reazione e contemporaneità

Dopo il recente successo de La Juive (Premio Abbiati 2023), Stefano Poda ritrova il palcoscenico del Regio, suggellando un legame artistico profondo che ha dato vita a produzioni oniriche e memorabili come Thaïs (2008), Leggenda (2011), Faust (2015) e Turandot (2018). In questa nuova coproduzione con l’Abay Kazakh National Opera, il regista firma uno spettacolare allestimento capace di meravigliare per la forza simbolica e l’inconfondibile estetica visionaria, e compie un’operazione radicale spogliando il capolavoro di Puccini dai cliché storici per restituirlo alla sua dimensione di dramma universale e rito collettivo. Poda concepisce Tosca come una grande installazione contemporanea dedicata alla romanità: la scena è dominata da una materia imponente di marmo e simboli, arricchita da reperti trasformati in ologrammi, in un dialogo costante tra archeologia e contemporaneità. Spiega Stefano Poda: «il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico. Da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Régime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso – rappresentato da Scarpia, figura di potere assoluto e decadente – un mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, di modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi». Floria Tosca compie la sua parabola di eroina tragica: la sua vicenda privata viene stritolata da un meccanismo di potere che Puccini traduce in una partitura di spietata modernità. È lo scontro tra la brama del vecchio mondo e l’anelito di una modernità nascente, si risolve in un finale dirompente. Poda aggiunge: «per restituire Tosca alla sua vera universalità, il regista dal palcoscenico non deve insegnare, ma imparare a disimparare, così come lo spettatore non deve solo ascoltare e vedere, ma grazie al palcoscenico ascoltarsi e vedersi».

Andrea Battistoni e il cast: un’estetica tra ritmo e vocalità

Per il Direttore musicale Andrea BattistoniTosca rappresenta un vertice del Novecento musicale italiano capace di anticipare logiche narrative moderne attraverso una perfetta fusione tra musica, parola e ritmo teatrale. «Un’opera che sento visceralmente», dichiara Battistoni, sottolineando come la capacità di Puccini di reinventare il genere per il nuovo secolo generi una tensione emotiva inesorabile. Chiara Isotton (Tosca) è soprano di autentica scuola italiana, padroneggia il ruolo con vocalità morbida e presenza scenica magnetica, fondendo temperamento volitivo e raffinata sensibilità. Martin Muehle (Cavaradossi) rappresenta un interprete di riferimento per il repertorio drammatico-spinto, presta la sua voce brunita a un pittore rivoluzionario di nobile intensità. Vertice del repertorio baritonale contemporaneo, Roberto Frontali (Scarpia) domina la scena con autorevolezza, risolvendo il personaggio con impeccabile e gelida eleganza.

Nelle otto recite in cartellone fino al 21 giugno, si alternano nei ruoli dei protagonisti: Dinara Alieva (Tosca), Vincenzo Costanzo (Cavaradossi) e Claudio Sgura (Scarpia). Il cast è completato da Matteo Torcaso (il sagrestano), Cristiano Olivieri e Daniel Umbelino si alternano nel ruolo di Spoletta, Igor Durlovski (Cesare Angelotti) ed Eduardo Martínez (Sciarrone). Umbelino e Martínez fanno parte del Regio Ensemble.